10 febbraio 2018

I 7 PECCATI CAPITALI DEGLI INVESTITORI IMPROVVISATI

Volete evitare di prendere una bella pallonata sul naso come l’atleta della foto di copertina?? Beh, i mercati giocano duro, e quindi è sempre necessario mantenere un alto grado di allerta. Sia che nei vostri investimenti vi facciate assistere da un consulente, sia che cerchiate di far da soli, sicuramente almeno una volta avrete commesso anche voi uno degli errori sotto elencati.

Tenerli ben a mente potrebbe anche essere un modo per valutare l’operato del vostro consulente o della vostra banca: nei piani preparati su misura per voi viene posta sufficiente attenzione a tutti questi comandamenti? Resto a disposizione per rispondere a ogni tipo di dubbio o domanda.

Bene signori, andiamo a cominciare…

 

1-SOTTOSTIMARE

E’ strano a dirsi ma molte persone sottovalutano la propria longevità. La conseguenza è quella di non prendere adeguate contromisure da un punto di vista finanziario, col rischio di esaurire le risorse accantonate prima della fine della loro vita o di non riuscire a lasciare agli eredi ed alle persone care quanto desiderato. Ecco la necessità di una solida pianificazione finanziaria in grado di tenere in considerazione anche l’orizzonte temporale di questi ultimi, con molta probabilità decisamente più lungo di quello dell’investitore stesso. Insomma: determinare in modo realistico l’aspettativa di vita è fondamentale.

2-DISALLINEARE TEMPO E RENDIMENTO

                Un altro errore comune degli investitori riguarda la valutazione del rischio associato ai propri investimenti, e spesso l’errore avviene nella direzione opposta a quella che ci aspetteremmo. Dobbiamo tener presente che la lunghezza dell’orizzonte temporale di un investimento deve essere direttamente proporzionale all’entità del suo rendimento potenziale: a causa del disallineamento tra questi due parametri la conseguenza è la costituzione di portafogli sottoperformanti rispetto agli obiettivi, senza che vi sia una giusta suddivisione dei prodotti per scadenza o per obiettivo. Ad esempio molti investitori temendo una flessione dei titoli nel breve termine si ostinano a riempire il portafoglio di strumenti monetari o obbligazionari, riuscendo a malapena a compensare l’inflazione. Una strategia eccessivamente sbilanciata in questa direzione molto difficilmente permetterà di conseguire obiettivi di crescita sul lungo periodo. Ovviamente capita di frequente anche l’errore opposto, ovvero l’esposizione esasperata al rischio. Questo può condurre a risultati altrettanto gravi come compromettere il proprio futuro finanziario.

 

Prima di proseguire vi chiedo un favore: se vi va premendo qui sotto potrete condividete questo articolo con i vostri amici, contribuendo a diffondere un po’ di vera e sana cultura finanziaria!! 😉

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3-TRASCURARE FATTORI DI RISCHIO

                E’ piuttosto semplice per un investitore “fai da te” dimenticarsi dei rischi nascosti nella costruzione di portafogli poco diversificati. L’involontaria concentrazione di prodotto può ad esempio causare un margine eccessivo di volatilità in grado di immobilizzare l’investimento in perdita per anni; si pensi ad un portafoglio costituito unicamente da BTP con scadenze dai 15 anni in avanti, in uno scenario di tassi ristagnanti ed in futuro crescenti come l’attuale. Fattori come l’area geografica, la valuta, settore e dimensioni rivestono parimenti un ruolo importante.

4-HOME BIAS   

Per qualche inspiegabile motivo moltissimi investitori si concentrano unicamente su prodotti della propria nazione, e addirittura di una unica tipologia: ad esempio solo titoli di stato, oppure solo azioni (e solo italiane!). Invece la globalizzazione e le nuove piattaforme bancarie digitali ci permettono di approfittare di una gamma molto più vasta di prodotti e di mercati. Per far crescere i propri attivi la diversificazione è fondamentale

5-SCEGLIERE I PRODOTTI SULLA BASE DELLE INFORMAZIONI DI PUBBLICO DOMINIO

Possibile che ancora non sia chiaro? Quando tutti iniziano a parlare di un prodotto, è il momento di scendere da quel treno (qualcuno ha detto Bitcoin??)!  E’ inconcepibile pensare di fare trading seguendo le informazioni di giornali e telegiornali, in quanto i mercati scontano ogni tipo di informazione o aspettativa con ben più largo anticipo. Inoltre, a meno che non rientriate tra quei fortunati a ricevere una “imbeccata” vincente, le “mani grosse” arriveranno sempre prima a muovere il mercato: voi potrete solo accodarvi. 

6-PAGARE COMMISSIONI ECCESSIVE

Fare un trading “compulsivo” è il modo migliore per far lievitare il complesso dei costi commissionali. Bisogna sempre tener presente l’incidenza di ogni singola voce di costo, così come della tassazione a cui saranno soggette le plusvalenze. Infatti per quanto possa sembrare sorprendente, la cosa più comune  per i trader non professionali è accontentarsi di piccoli guadagni, ma non uscire dalle posizioni fintanto che non si è maturata una perdita importante, in pratica dunque l’opposto di quel che sarebbe ideale. E non parliamo di scelte errate di timing in questo caso, ma di valutazioni errate in termini di convenienza dell’operazione nel suo complesso. Mantenere un track record scritto di ogni singola operazione aiuterà e tenere la rotta giusta: ricordatevi che l’unico numero che ha importanza è quello derivante dalla differenza tra il valore del capitale alla fine dei “giochi” e di quello con cui avete cominciato. Il resto sono parole, soltanto parole…   

Se hai già un piccolo portafoglio di titoli o fondi e desideri avere una valutazione oggettiva della qualità, del suo rischio potenziale o del guadagno atteso, considera il mio servizio di checkup di portafoglio!
check up di portafoglio, Filippo Banti per Widiba Livorno

 

7- OVERCONFIDENCE o “eccessiva fiducia nelle proprie capacità”

Quando si investono i propri risparmi personalmente è estremamente semplice cadere vittima dei cosiddetti pregiudizi cognitivi, ovvero meccanismi inconsci che portano gli investitori a tenere comportamenti contrari alla logica in grado di indurre a valutazioni non oggettive delle operazioni e dei risultati. Ad esempio rimuovere le perdite e ricordarsi solo dei guadagni, oppure accontentarsi di vendere appena si è di poco in guadagno, ma al contrario restare nelle posizioni in perdita e continuare a comprare piuttosto che tagliare con perdite accettabili. Potersi affidare a dati ed analisi imparziali e creare un ambiente di investimento senza emotività è fondamentale per prendere le decisioni migliori.

 

Infine un consiglio spassionato: SE TUTTI GLI ALTRI INVESTONO SUL “QUELLA COSA”, FORSE E’ MEGLIO ASTENERSI! Fare il pecorone difficilmente porterà benefici, perchè gli ultimi che si accodano sono quelli che non godranno del beneficio iniziale ma si prenderanno la parte decrescente della parabola, quasi regolarmente. Sono invece i periodi di turbolenza ad offrire le maggiori opportunità per gli investitori intelligenti e selettivi. Le due virtù fondamentali sono la DISCIPLINA e la PAZIENZA.

 

Ti è risultato tutto chiaro? Bene, allora se non l’ha ancora fatto questo è il momento di condividere il contenuto dell’articolo e permettermi di arrivare a più persone possibile!

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