28 gennaio 2018

5 cose da sapere sui mercati emergenti

I mercati cosiddetti “emergenti” rappresentano una importante e variegata fonte di diversificazione dei portafogli sia azionari che obbligazionari. L’area geografica dei paesi racchiusi nella definizione di mercati emergenti è talmente vasta che è difficile sintetizzare tratti comuni a tutti. Ecco quindi almeno 5 puntualizzazioni da tenere presente prima di avventurarsi in investimenti poco ragionati. Riassumo dunque qui di seguito un interessante articolo sull’argomento originariamente scritto dal gestore di Pimco Yacov Arnopolin.

  1. C’è grande differenza tra obbligazioni ed azioni dei mercati emergenti

Le obbligazioni e le azioni dei mercati emergenti hanno molte caratteristiche comuni, ma differiscono nell’esposizione a paesi e rischi. L’MSCI Emerging Markets Index include 27 paesi e i cinque più grandi rappresentano il 70% del suo valore di mercato. Tre paesi asiatici – Cina, Corea del Sud e Taiwan – costituiscono più del 50% dell’indice.

Rispetto a quello azionario, l’universo del reddito fisso è più eterogeneo. Il JP Morgan EMBI Global Index, che comprende debito emergente denominato in dollari statunitensi, include 66 paesi. I cinque più grandi rappresentano solo il 40% del suo valore di mercato, e i primi tre il 28%. Dei 66 paesi inclusi nel benchmark obbligazionario dei mercati emergenti, solo 19 sono presenti anche in quello azionario.

  1. Non tutti i mercati emergenti sono esportatori di materie prime

Alcuni paesi sono fortemente dipendenti dalle esportazioni petrolifere, ma nel più ampio universo dei mercati emergenti, e in particolare nel Sud-est asiatico, in Europa orientale e nei Caraibi, molti sono importatori netti anziché esportatori. Persino il Messico, generalmente considerato un importante paese esportatore, importa petrolio ed esporta prodotti raffinati.

Di conseguenza, i bassi prezzi delle materie prime non sono necessariamente deleteri per i mercati emergenti. Possono invece rappresentare un sollievo per i paesi importatori, migliorandone il saldo delle partite correnti. D’altro canto, prezzi delle materie prime molto elevati non sono sempre positivi, in quanto possono indurre i paesi esportatori ad adottare una scarsa disciplina fiscale.

Se ti sembra che quelle che stai leggendo siano informazioni interessanti, valuta di condividerle con altri in grado di apprezzarle!

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  1. Le crisi dei mercati emergenti sono diventate più circoscritte

Agli albori dell’investimento nei mercati emergenti, le difficoltà in un paese potevano rapidamente propagarsi a un altro. Eventi come la crisi della Tequila nel 1994, la crisi asiatica del 1997 e il default della Russia nel 1998 hanno contribuito a dare l’impressione che i mercati emergenti siano soggetti al “rischio di contagio”.

Tuttavia, con la crescente sofisticazione degli investitori, questi tipi di eventi tendono a restare più circoscritti. I disordini politici in Ucraina a partire dalla fine del 2013, sfociati nell’annessione della Crimea alla Russia e nel declassamento del debito del paese dalle agenzie di rating, hanno indotto molti investitori a ritirarsi dalla Russia. Ciononostante, anziché evitare del tutto i mercati emergenti, gli investitori nell’obbligazionario hanno riallocato i portafogli nelle obbligazioni di altri paesi produttori di materie prime, come il Kazakhstan.

Tra tutti i paesi, la Cina è quello in grado di generare le ripercussioni più ampie. L’impatto sugli investitori nel debito emergente potrebbe però essere mitigato da due fattori. Innanzitutto, i principali indici obbligazionari dei mercati emergenti non includono titoli di debito cinesi denominati in Yuan. In secondo luogo, un rallentamento in Cina potrebbe innescare un’espansione monetaria che sarebbe positiva per gli investimenti nel reddito fisso.

 

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  1. L’aumento dei tassi d’interesse statunitensi non è sempre deleterio per i mercati emergenti

Con la notevole eccezione delle “fibrillazioni sul tapering” del 2013, nelle precedenti fasi di aumento dei tassi d’interesse negli Stati Uniti le obbligazioni societarie dei mercati emergenti sono rimaste solide. Le valute hanno registrato performance più eterogenee, ma il debito denominato in valuta forte (USD) ha evidenziato una migliore tenuta. Entrambe le classi di attivo hanno generato performance positive nei cicli di inasprimento del 2000-2001, del 2004-2006 e in quello attuale.

Le differenze tra i rendimenti reali dei mercati sviluppati ed emergenti, che dipendono dalle aspettative d’inflazione, sono il principale driver della performance dei titoli di debito in valuta locale. Attualmente i rendimenti reali nei mercati emergenti sono nettamente più elevati, il che offre una notevole protezione alle performance di queste economie in caso di ulteriori rialzi dei tassi statunitensi.

L’attuale ciclo dei tassi è anche uno dei più adeguatamente comunicati nella storia recente e qualsiasi inasprimento delle condizioni finanziarie dovrebbe coincidere con un’accelerazione della crescita e con un miglioramento dei volumi di scambio. L’aumento dei tassi d’interesse statunitensi è quindi tutt’altro che uno scenario “da incubo” per i mercati emergenti.

 

  1. I mercati di frontiera sono i nuovi mercati emergenti?

I mercati emergenti diventano una classe di attivo consolidata, quindi molti investitori sono alla ricerca del prossimo grande fenomeno. Pensano di averlo trovato nei mercati di frontiera, un termine piuttosto generico usato per descrivere paesi diversi tra loro come Uruguay, Zambia e Sri Lanka. Tuttavia, gli unici aspetti che questi paesi sembrano avere in comune sono le economie di dimensioni ridotte e i mercati obbligazionari spesso meno liquidi.

I mercati di frontiera possono offrire rendimenti più elevati, ma le loro performance future dipendono dal miglioramento della trasparenza, dalla diversificazione delle rispettive economie e dalla loro attrattiva per gli investitori locali e internazionali.

E TU? Hai mai investito sui mercati emergenti? Se sei interessato alla costruzione di un portafoglio ben strutturato che ti permetta di affacciarti su questo mondo senza esporti a rischi inutili, contattami!

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